Applicazioni del Sodio Polyacrylate.
Published by Pro Rettore Campo Dicembre 5th, 2006 in LaboratorioCome gli egregi colleghi sanno il poliacrilammide è un polimero caratterizzato
da una notevole capicità di assorbimento dei liquidi. Tale capacità è conferita al polimero dalla sua struttura molecolare (-COOH) che a contatto con l’acqua si dissocia in ioni caricati negativamente che si repellono lun l’altro aumentando di 400/800 volte il volume del polimero stesso trasformando la polvere in una sostanza simile al gel.
Altra caratteristica fondamentale sta nella reversibilità del processo di idratazione. Il polimero torna in forma granulare una volta che, attraverso una fonte di calore, viene fatta evaporare l’acqua.
Passiamo ora alle applicazioni possibili:
- Nevicata immprovvisa sul Presepe.
Montata la capanna e posizionate le statuine cospargete lo scenario di poliacrillammide come fosse il caratteristico nevischio natalizio.
Durante il cenone versate accidentalmente una modesta quantità di acqua sul presepe e assisterete alla bufera. Il polimero si gonfierà fino a coprire di neve il paesaggio.
Se poi avrete l’accortezza di posizionare la ricostruzione nei pressi di una fonte di calore potrete ripetere la divertente esperienza più e più volte. - In fase di studio.
Attendo trepidante le applicazioni proposte da colleghi e studenti!
2 Commenti to “Applicazioni del Sodio Polyacrylate.”
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Molto interessante come argomento..
Inizio con una rettifica al primo utilizzo proposto. Bisogna fare attenzione a non spargere il poliacrillammide all’interno delle strutture del presepe, pena la distruzione delle stesse…
Passiamo al primo utilizzo, in ambito farmaceutico.
Viste le meravigliose potenzialità del suddetto poliacrillammide, sono in fase di studio dal sottoscritto delle apposite supposte anti stitichezza. Essendo formate da un’alta percentuale di poliacrillammide, all’intero dell’organismo trovano diversi liquidi che impongono l’esplosione del volume, con seguente amplificazione delle vie di uscita per i materiali di scarto dell’organismo.
Come secondo utilizzo, in ambito proverbiale, lo sto testando per creare TUTTE le ciambelle col buco.
Nella pasta delle ciambelle si mette un po’ di poliacrillammide, verso il centro, e si bagna l’impasto.
A questo punto il poliacrillammide si gonfia, occupando spazio all’interno dell’impasto. Mettendo il tutto in forno si ha il rimpicciolimento del poliacrillammide, riutilizzabile,e la cimabella col buco!
Ricercatore Valla, ottime l’idea per l’applicazione in campo farmaceutico.
Riservo ancora qualche dubbio invece sull’applicazione in campo culinario, come tutti sappiamo il poliacrilammide è atossico ma se ingerito (a seguito di una rimozione non efficiente dalla ciambella) potrebbe gonfiarsi nello stomaco provocando spiacevoli conseguenze quali ad esempio flatulenze scomposte!
Mi piacerebbe poter condurre una ricerca sul campo con lei, proverò a verificare la disponibilità di uno dei nostri casi di studio.