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Ultimo Articolo: Il teorema dell'acqua
Ultimo commentatore: Tramadol.
Ultima modifica: 2007-05-03 18:56:07 (GMT 2)

 

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    Analizziamo l’operato della Natura, o di qualche mano divina, nella creazione dell’universo.
    Si può proprio dire che le cose siano state fatte per bene, un universo che pare sconfinato, regolato da leggi ben definite. Magari noi non le conosciamo tutte ma ben definite.
    Tale entità ha fatto in modo che da qualche -una o più- parte potesse svilupparsi la vita. Peraltro tale vita è in continua evoluzione per migliorare l’esistenza delle generazioni future. Ogni essere vivente è parte di un ingranaggio atto a migliorare la sopravvivenza della sua specie. In particolare, per la continuità della specie, è possibile la procreazione. Questa avviene in due modi principali : sessuata e asessuata. Se gli asessuati fanno “tutto in casa”, ben altro avviene per i sessuati.
    Concentrandoci su questi ultimi notiamo che le tipologie di accoppiamento e di “generazione dei figli” è quanto di più vasto e diverso possa esistere. Da chi si accoppia e poi elimina il partner, a chi dopo l’accoppiamento sparisce e rischia di uccidere i propri figli. Negli animali e nelle piante, però, l’accoppiamento e ciò che ne consegue è solo indirizzato alla continuazione della specie. Potremmo dire -non lo possiamo sapere con certezza- che non traggono piacere dall’atto sessuale, anzi in alcuni casi il rapporto è anche piuttosto burrascoso. Se anche ne traessero piacere, il tutto rimane confinato al fine ultimo della riproduzione.
    Dopo questa carrellata iniziale andiamo ad analizzare l’essere umano. Tecnicamente anch’esso è dotato degli organi riproduttivi solo per la procreazione. Eppure qui l’entità che ha creato tutto, ha inserito una ambiguità. Diciamo che l’essere umano ne ha diverse, ma fermiamoci su questa.
    L’essere umano trae piacere dall’utilizzo del proprio organo. E non ne trae solo quando lo usa in coppia, ma anche in solitaria. Questo ha provocato, e provoca tutt’ora, notevoli problemi. Non mi riferisco alla prostituzione, ma anche ai porno o al turismo sessuale. Di esempi ce ne sarebbero molti, anche peggiori, ma non perdiamo il filo del discorso.
    La domanda che porgo è la seguente : il nostro trarre piacere è un errore dell’entità, diciamo una implicazione non prevedibile a priori, oppure è assolutamente cercata questa particolarità?
    Inserire nell’essere umano il piacere per l’atto riproduttivo è una incentivazione alla procreazione, ma inserire il piacere anche per la masturbazione non è una contraddizione? Tra l’altro permettere che l’essere umano si accoppi senza la procreazione, cosa magari non espressamente concessa, ma tacitamente accettata dall’entità, non è a sua volta una contraddizione?

    Attendo vostre idee sul tema.

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    10 Commenti to “Ricerca: Il paradosso della sessualità umana”

    1. 1 Pro Rettore Campo

      Disquisizione interessante caro Collega.
      Subito due appunti personali, il filo conduttore della sua esposizione mi lascia perplesso; ho già manifestato la mia scetticità sulla possibile esistenza di un’entità superiore. Il secondo appunto riguarda la parte introduttiva, sostiene che negli animali l’accoppiamento ha come fine ultimo la riproduzione, anche nell’eventualità che sia fonte di piaciere. I Pan troglodytes della famiglia dei Pongidi, meglio conosciuti come Bonobi, praticano il sesso costantemente, anche quando la femmina non è in grado di dare inizio ad una gravidanza, e per altro va anche sottolineata la fedeltà delle coppie che si formano nei gruppi sociali di queste scimmie.

      Quanto alla domanda finale che pone mi riservo di pensarci ancora.

    2. 2 Ricercatore Valla

      Per quanto concerne l’entità superiore, son stato il più vago possibile per non collidere con le idee di nessuno. Se preferisce la identifichi come “caso” oppure “big bang”, ai fini dell’esposizione è indifferente.
      Per il secondo appunto: se ridefiniamo l’insieme “essere umano” come l’unione dell’uomo propriamente detto, e tali scimmie, otteniamo di nuovo il quesito iniziale.
      Tale ridefinizione non è poi troppo forzata se, per esempio, diamo uno sguardo al primo caso di studio di questa università. Attendo con ansia la sua interpretazione del quesito finale.

    3. 3 Pro Rettore Campo

      Egregio, mettiamo un attimo da parte il fattore “entità” e consideriamo ciò che l’uomo è ora come frutto di un processo evolutivo millenario che ha visto l’essere umano più fortunato di altri nell’evoluzione della specie. Così facendo rispondiamo già alla domanda, anche se in modo superficiale: non è per volontà - o errore - di qualcuno o qualcosa che l’uomo ha insito in sé il piacere per la riproduzione, e usi simili, del suo organo, potremmo dire che è un effetto collaterale dell’evoluzione, in particolare, dell’evoluzione dell’articolatissimo sistema cognitivo dell’essere umano. (Non è un caso che l’esempio che le ho riportato nel mio primo intervento, veda come protagonista un animale tra i più simili all’uomo).
      Detto questo credo che una risposta alla sua domanda vada ricercata analizzando parallelamente da un lato il mistero dell’intensa attività cognitiva dell’uomo e dall’altro ciò che invece, rende l’uomo un animale.
      Le interazioni che portano un uomo a desiderare una donna, e viceversa, sono molteplici e soggettive, possono essere di natura sociale, emotiva, affettiva, empatica, caratteriale e via dicendo, tutte dinamiche proprie ed esclusive dell’essere uomo.
      Dall’altro lato possiamo parlare di ormoni, odori e chimica, dinamiche comuni agli essere animali tutti.
      Dal mio punto di vista è la commistione profonda delle due sfere, quella cognitiva e quella animale, che rendere la riproduzione tanto piacevole da essere perpetuata anche in assenza dell’effettiva necessità di procreazione.

      Quanto detto non risolve completamente i dubbi per quel che riguarda la masturbazione ma analizzando il tutto in un’ottica più estesa possiamo capirne i motivi e, inoltre, va detto che l’eiaculazione è un bisogno fisiologico dell’uomo, che si rende necessario ogni 7-10 giorni almeno (questa è Medicina, non una battuta). Resta il dubbio sulla masturbazione femminile.

    4. 4 Ricercatore Valla

      Ogni 7-10 giorni?? Così tanti??? Le robe dei matti….
      Bene, comprendo la posizione e potrei anche accettarla come spiegazione, mi pare con basi solide.
      Attendiamo però anche L’IMMANCABILE intervento dei colleghi.

    5. 5 Studente Merigo

      Anche se non ancora collega mi permetto di lasciare un mio parere:

      quello che ci distingue dagli altri animali è la possibilità di provare sentimenti.

      Le uniche forme viventi attuali (per lo meno suppongo che ne esistano altre) che geneticamente presentano una caratteristica simile sono appunto delle particolari specie della famiglia delle scimmie, come ricordava il ProRettore, famiglia appunto dalla quale deriviamo e dalla quale probabilmente abbiamo ereditato questa particolarità.

      Da ciò secondo me deriva il tutto.

      In fondo una persona masturbandosi non ha la mente vuota ma prende ispirazione da immagini, video, ricordi, tutte cose che cmq accendono dei sentimenti in lei.
      Questo in un animale che usa la sua sessualità solo per riprodursi e che nn ha la suddetta capacità di provare sentimenti, nn è possibile.

      Purtroppo a volte questa facoltà preziosa che noi uomini(nel senso lato del termine) abbiamo, quella di provare sentimenti e di provare piacere non solo e necessariamente nel momento in cui dobbiamo riprodurci, porta a delle degenerazioni di enorme entità, la più disgustevole e paradossale è quella della pedofilia, unico reato per il quale appoggio la pena di morte come forma detentiva.

      In quanto al tema sulla entità superiore sono anche io in dubbio in questi ultimi periodi, nonostante la mia già manifestata credenza e frequenza ad una religione:
      come è possibile che chi ci ha donato questa capicità possa permettere anche che venga abusata in questi innumerevoli casi sopra citati?
      Una risposta esaudiente non sono ancora riuscito a trovarla sinceramente.

      Aspetto dei vostri pareri.

    6. 6 Magnifico Rettore Maina

      “…quello che ci distingue dagli altri animali è la possibilità di provare sentimenti.

      Le uniche forme viventi attuali (per lo meno suppongo che ne esistano altre) che geneticamente presentano una caratteristica simile sono appunto delle particolari specie della famiglia delle scimmie…”
      Sig. ‘Rigo.. perchè.. un cane ad esempio non prova sentimenti? suvvia..

    7. 7 Ricercatore Valla

      Aggiungo un appunto, questa famosa serie di scimmie di cui stiamo discutendo, ho scoperto -non personalmente- che pratica la masturbazione.
      Il quadro si complica signori!
      Su quanto concerne i sentimenti sono vicino alla posizione di ‘Rigo, dubito ne provino.

    8. 8 Bidello Riky

      Mi sento troppo ignorante,quindi mollo

    9. 9 Studente Merigo

      Magnifico Rettore,

      i cani hanno si dei sentimenti, ma non della stessa entità e intensità di quelli delgi esseri umani.

      In fondo se lei porta due cani della stessa razza, o anche di razzze differenti, di sesso opposto in giro nel periodo in cui la cagna è in calore, stia pur certo che dopo non molto tempo li ritrova uno sopra l’altro.

      Questo è un tipico comportamento da animali, l’insinto della riproduzione nuda e cruda; quello che si spera gli uomini(sempre in senso lato del termine)non abbiano, anche se spesso accade questo fenomeno.

      Aspetto una sua risposta a tal proposito.

    10. 10 Magnifico Rettore Maina

      Carissimo
      non mi ero addentrato nell’aspetto sessuale..
      ho solo espresso un mio illustrissimo parere solo sull’aspetto sentimenti.. che sono quelli.. non è che variano.. una mela è una mela e un sasso è un sasso
      Ossequi
      Il MRM

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