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Ultimo Articolo: Il teorema dell'acqua
Ultimo commentatore: Tramadol.
Ultima modifica: 2007-05-03 18:56:07 (GMT 2)

 

La ricerca migliore:

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    Archive for Maggio, 2007

    Con l’intento di aprire i battenti ad una più ambia cerchia l’Università di Boston ha recentemente apportato alcune modifiche atte a incrementare il numero delle iscrizioni.

    Siamo in cerca di studenti volonterosi che raggiungano presto lo status di Ricercatore e partecipino attivamente alla diffusione nazionale ed internazionale della UDB.

    Colgo l’occasione per dare il benvenuto a tutti e per segnalarvi la pagina di Iscrizione.

    Saluti, il Pro Rettore.

    Analizziamo l’operato della Natura, o di qualche mano divina, nella creazione dell’universo.
    Si può proprio dire che le cose siano state fatte per bene, un universo che pare sconfinato, regolato da leggi ben definite. Magari noi non le conosciamo tutte ma ben definite.
    Tale entità ha fatto in modo che da qualche -una o più- parte potesse svilupparsi la vita. Peraltro tale vita è in continua evoluzione per migliorare l’esistenza delle generazioni future. Ogni essere vivente è parte di un ingranaggio atto a migliorare la sopravvivenza della sua specie. In particolare, per la continuità della specie, è possibile la procreazione. Questa avviene in due modi principali : sessuata e asessuata. Se gli asessuati fanno “tutto in casa”, ben altro avviene per i sessuati.
    Concentrandoci su questi ultimi notiamo che le tipologie di accoppiamento e di “generazione dei figli” è quanto di più vasto e diverso possa esistere. Da chi si accoppia e poi elimina il partner, a chi dopo l’accoppiamento sparisce e rischia di uccidere i propri figli. Negli animali e nelle piante, però, l’accoppiamento e ciò che ne consegue è solo indirizzato alla continuazione della specie. Potremmo dire -non lo possiamo sapere con certezza- che non traggono piacere dall’atto sessuale, anzi in alcuni casi il rapporto è anche piuttosto burrascoso. Se anche ne traessero piacere, il tutto rimane confinato al fine ultimo della riproduzione.
    Dopo questa carrellata iniziale andiamo ad analizzare l’essere umano. Tecnicamente anch’esso è dotato degli organi riproduttivi solo per la procreazione. Eppure qui l’entità che ha creato tutto, ha inserito una ambiguità. Diciamo che l’essere umano ne ha diverse, ma fermiamoci su questa.
    L’essere umano trae piacere dall’utilizzo del proprio organo. E non ne trae solo quando lo usa in coppia, ma anche in solitaria. Questo ha provocato, e provoca tutt’ora, notevoli problemi. Non mi riferisco alla prostituzione, ma anche ai porno o al turismo sessuale. Di esempi ce ne sarebbero molti, anche peggiori, ma non perdiamo il filo del discorso.
    La domanda che porgo è la seguente : il nostro trarre piacere è un errore dell’entità, diciamo una implicazione non prevedibile a priori, oppure è assolutamente cercata questa particolarità?
    Inserire nell’essere umano il piacere per l’atto riproduttivo è una incentivazione alla procreazione, ma inserire il piacere anche per la masturbazione non è una contraddizione? Tra l’altro permettere che l’essere umano si accoppi senza la procreazione, cosa magari non espressamente concessa, ma tacitamente accettata dall’entità, non è a sua volta una contraddizione?

    Attendo vostre idee sul tema.

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    Una buona ricerca sociologica presuppone che il numero dei soggetti intervistati sia piuttosto consistente ma è anche da considerare che, tre persone, costituiscono un gruppo quindi questa ricerca può dirsi, a buon titolo, rappresentativa.

    Tesi:

    Il cibo del McDonald interagisce in modo diverso con il tratto intestinale a seconda che il soggetto “ricevente” sia di sesso maschile o di sesso femminile.

    Nello specifico sembrerebbe che, se il “ricevente” è di sesso femminile, la digestione, e quindi l’espletazione delle conseguenti funzioni fisiologiche, sia accelerata; se invece il “ricevente” è di sesso maschile, la digestione, e quindi l’espletazione delle conseguenti funzioni fisiologiche, viene ritardata di un paio di giorni in media e preceduta da flautolenze di varia natura ma tutte caratterizzate dalla mefiticità quasi insostenibile.

    Ipotesi #1: Ingordigia maschile.

    L’uomo che si nutre non si preoccupa di soddisfare il suo fabbisogno alimentare ma piuttosto di raggiungere uno stato di saturazione che lo porta a non riuscire nemmeno ad alzarsi da tavola. Questo tentativo di saziarsi attraverso hamburger e patatine di scarsa qualità provoca un cospicuo blocco intestinale di difficile digestione, da qui i due giorni di pausa e la flautolenza scomposta compulsiva.

    La donna invece, sempre attenta alla linea, aumenta il livello d’attenzione, ben conscia della pericolosa del cibo “veloce”. Una minore quantità di cibo, in unione alla famosa acidità femminile, si traduce in una digestione rapida.

    Ipotesi #2: Marketing genetico.

    Avvalendosi delle ricerche commissionate in passato alla UDB, la McDonald corporate ha geneticamente modificato i suoi prodotti affinché provochino reazioni diverse a seconda che il “ricevente” sia uomo o donna. Indagando i rapporti sociali che contraddistinguono i due sessi infatti il reparto marketing ha concluso che, l’uomo trae maggior soddisfazione da una digestione lenta, che lo porta a produrre flautolenze delle quali vantarsi con gli amici (maschi); la donna trae invece maggior soddisfazione da una digestione veloce e innocua, della quale non fare parola con alcuno.

    Ipotesi #3: Differenze chimico-anatomiche.

    Il McDonald è incolpevole, alla base della differenziazione discussa c’è semplicemente la biodiverstià insita nel binomio uomo-donna, da sempre oggetto di studio.

    In questo caso, all’infinito elenco di diversità tra i due sessi andrebbe aggiunta quella oggi in discussione: uomini e donne digeriscono il McDonald in modo opposto.

    Attendo con ansia i dibattimenti dei colleghi in merito alla ricerca.

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