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Categorie: 5
Ultimo Articolo: Il teorema dell'acqua
Ultimo commentatore: Tramadol.
Ultima modifica: 2007-05-03 18:56:07 (GMT 2)

 

La ricerca migliore:

  • Il teorema dell'acqua Average: 4.5 out of 5Average: 4.5 out of 5Average: 4.5 out of 5Average: 4.5 out of 5Average: 4.5 out of 5 (4.5 out of 5)
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    Archive for the 'Ricerca autonoma' Category

    Illustri colleghi, dopo aver ricevuto una formale richiesta di ricerca da parte del nostro Pro Rettore, sono lieto di proporre a voi il mio ultimo teorema. Come sempre spero nella vostra collaborazione e nei vostri preziosissimi commenti al fine di migliorarlo e/o evidenzarne eventuali lacune.

    Il Th. dell’acqua, detto anche “la pioggia è nulla, se serve”.
    Se il giorno corrente è festivo, oppure ho appena lavato la macchina, allora piove. E se non piove subito, lo farà in un tempo infinitesimo.
    Il che, scritto in termini logici, sarebbe:
    (festivo V auto pulita) => pioggia

    Seppur ovvio, dalle nostre esperienze personali, per avere una qualche valenza, va dimostrato. Per la dimostrazione mi affiderò ad una strada diversa dal solito. Sfrutterò le consocenze che ci derivano da una particolare branca della logica (la meteo-logica) per trovare proposizioni e altri teorimi che mi supportino.
    Per prima, richiamerei alla vostra memoria la famosissima 15a proposizione della meteo-logica piana:
    Piove sempre sul bagnato
    Anche se appare banale e priva di significato nel contesto analizzato, tale proposizione ci aiuta. Possiamo notare che la pioggia, cade solo dove vi sia altra acqua. Non viene specificata però la natura dell’acqua presente affinchè piova. Concentriamoci sul nostro teorema. Il lavaggio dell’auto comporta bagnare l’auto, che quindi può diventare obiettivo della piogga. Per quanto concerne i giorni festivi, l’essere umano medio è molto attirato da laghi, fiumi o mari. Essendo tutti molto bagnati, attirano la pioggia.
    La 15a proposizione, parrebbe sottolineare la correttezza del teorema, ma cerchiamo altri aiuti.
    Richiamo il magistrale teorema del sole.
    Rosso di sera, l’autolavaggio si dispera

    Questa nota versione del teorema del sole, evidenzia la tendenza dei gestori di autolavaggio. Questi loschi figuri, adoratori del dio della pioggia, prediligono le giornate nuvolose per svolgere il loro lavoro. In particolare, lavano le automobili pochi istanti prima dell’inizio delle precipitazioni, in modo da poterle lavare nuovamente, alla fine dello scroscio. Anche in questo caso, il nostro teorema è rispettato. Si nota anche una certa ciclicità nel susseguirsi di lavaggi e piogge. Se poi l’auto viene lavata in un giorno festivo… bè il proprietario è proprio un pirla.
    Infine vorrei richiamare anche un paio di leggi di Murphy.
    1- Se una cosa può andar male, lo farà
    2- Una fetta di pane imburrato, cade per terra sempre dalla parte del burro

    Escludendo il cronico pessimismo, tipico della filosofia Murphyana, seguiamo il filo logico che ci può condurre al nostro teorema. Dalla prima legge, appare ovvia l’implicazione logica del th dell’acqua, quindi non soffermiaci su quella.
    La seconda legge, sostiene che una fetta di pane, cade sempre dalla parte del burro. Se si mangia il pane imburrato sempre nello stesso posto, è plausibile che non sia la prima volta che una fetta di pane cade. Quindi ci saranno dei residui -anche infinitesimi- di burro sul pavimento. Dal che se ne può dedurre che il burro cade dove vi è del burro. Ricollegandoci quindi alla 15a proposizione, il burro è come la pioggia. Ovvero anche la fetta di burro cadrà nei giorni festivi e quando l’auto è pulita.
    Ma di questo non ce ne frega assolutamente niente, perchè tanto starà piovendo.

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    Sull’onda di mille e mille dimostrazioni di teoremi più o meno inutili della matematica discreta, propongo a mia volta un teorema. Voglio dire, mica ci vorrà molto. Il collega [LoL] Lagrange dava teoremi e poi, per dimostrarli, si creava le funzioni. Sottolineando che erano adatte a dimostrare il teorema perchè erano state costruite apposta. Dunque ecco il th.
    L’allegro teorema della cacca [detto anche l’allegra cagata]
    Ip: Non si è fatto sesso nel periodo immediatamente precedente l’istante t preso in considerazione.
    Un essere umano è allegro senza alcun motivo, in dato periodo di tempo [t, t+x] se, e soltanto se, nel momento t-1 ha finito di fare la cacca in maniera soddisfacente.
    Peraltro la variabile x è direttamente connessa alla quantità e alla qualità dell’escremento.
    Il teorema si dimostra per via sperimentale. Così ho fregato anche Lagrange!
    Esimi colleghi chiedo a voi di partecipare alla dimostrazione di tale teorema riportando i vostri esperimenti sul campo!
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    Egregi colleghi, partiamo dal presupposto che è sotto gli occhi di tutti che la maggior parte delle donne non è in grado di utilizzare un veicolo senza recare danno o provocare disagi a terzi. La ricerca mira alla conoscenza di tale fenomeno, nella speranza di riuscire un giorno a eliminarlo o quanto meno ridurlo.

    IPOTESI 1: La donna è donna.(compresi tutti i suoi attributi fisici)

    TESI: Poichè la donna è donna le si concederà tutto a prescindere dalle sue capacità. Perciò, per chi sostiene questa ipotesi sarà difficile immaginare un mondo migliore.

    IPOTESI 2: La donna è potenzialmente isterica.

    TESI: Chiunque guida avrà notato che una donna al volante è portata alla follia. Il suo unico scopo una volta entrata nell’abitacolo è quello si sbraitare e suonare il clackson verso chiunque si frapponga tra la sua auto e il suo obiettivo. Perciò per chi sostiene questa ipotesi sarà difficile immaginare un mondo migliore.

    IPOTESI 3: La donna è presuntuosa per natura.

    TESI: Poichè la donna è presuntuosa per natura, risulta difficile farle capire che nn esiste solo la sua auto sulla strada; ma risulta ancor più difficile farle capire che in uno spazio angusto nn potrà mai passare con la sua auto. Ne deriva da ciò che la donna crea scompiglio per il suo eccesso di presunzione. Perciò per chi sostiene questa ipotesi sarà difficile immaginare un mondo migliore.

    IPOTESI 4: La donna non ammette di non saper guidare.

    TESI: Poichè la donna nn ammette di essere incapace, nn ammetterà mai di dover imparare a guidare e quindi nn imparerà mai a guidare. Perciò per chi sostiene questa ipotesi sarà difficile immaginare un mondo migliore.

    CONCLUSIONI: Sulla base della ricerca sostenuta devo ammettere che essendo le quattro ipotesi inattacabili, aimè risulta difficile pensare ad un mondo senza donne e quindi ad un mondo in cui le strade possano essere più sicure. Rivolgo infine questo mio quesito a tutti i colleghi, nella speranza di riuscire un giorno tutti insieme a debellare questo fenomeno.

    Ringrazio il Magnifico Rettore Maina e il Pro Rettore Campo di avermi dato la possibilità di iscrivermi a questa prestigiosa facoltà.

    Distinti saluti, Casile

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    Premessa:
    Lo staff della UDB è sovente trascorrere le serate del giovedi e del venerdi onorando due tradizioni, quella del “Giovedì Litro” e quella del “Venerdì Metro”.
    Il “Giovedì Litro” prevede che si beva un litro di birra, il “Venerdì Metro” prevede che si beva un metro di grappe.

    Ulteriori premesse:
    Un metro di grappe è costituito da 12 bicchieri colmi dal contenuto standard di 4 cl.

    Scopo della Ricerca:
    Dimostrare che un metro di grappe è equiparabile ad un litro di birra.

    Dimostrazione:
    Cominciamo con il definire il concetto di gradazione alcolica come la percentuale in gradi di alcol etilico o etanolo (in volume) contenuta in una bevanda.
    Le bevande fermentate non superano mai i 16 gradi mentre le bevande distillate raggiungono i 40-50 gradi, infatti, riportando alla nostra casistica abbiamo che, per quanto riguarda la birra abbiamo un valore pari al 5% in gradi alcolici mentre per la grappa abbiamo un valore pari a 40% in gradi alcolici.
    Questi dati ci possono informare su quanto sia alcolica la bevanda ma non sulla reale ingestione di alcol ad essa connessa, questa dipende da dalla bevanda in questione e dalla quantità ingerita.

    E’ necessario dunque individuare la quantità di alcol in grammi ingerita nelle due casistiche. Lo faremo servendoci di semplici proporzioni partendo da dall’assunzione che un litro di alcol puro pesa 800 g.

    Caso 1, litro di birra 5%:

    Proporzione

    1000 : 800 = 50 : x
    x = 40

    Trattandosi di un litro di birra abbiamo già l’esito, un litro di birra contiene 40g di alcol.

    Caso 2, metro di grappa 40%:

    Proporzione

    1000 : 800 = 400 : x
    x = 320

    Un litro di grappa contiene quindi 320g di alcol ma un metro di grappe non costitiusce un litro bensì 480ml (40ml * 12 bicchieri) quindi è necessaria una secondo proporzione

    Proporzione 2

    1000 : 320 = 480 : x
    x = 153,6

    Possiamo ora affermare che un metro di grappe comporta un’ingestione di 153,6g di alcol.

    E’ già da ora evidente che “Giovedì Litro” non è equiparabile a “Venerdì Metro”.

    Per curiosità calcoliamo anche il tasso alcolico TA ricorrendo alla formula di Widmark
    TA gr/l = (Alcgr * 1,055)/ (Peso * fW)

    Caso 1, litro di birra:

    Formula

    TA = (40g * 1,055) / (80 * 0,73) = 0,7 g/l

    Caso 2, metro di grappa:

    Formula

    TA = (153,6g * 1,055) / (80 * 0,73) = 2,77 g/l

    Di nuovo i calcoli confermano la differenza.

    Lo scopo della ricerca non è raggiunto.

    C’è però da considerare un fatto, se è vero che in occasione di “Giovedì Litro” ognuno consuma effettivamente un litro di birra, non è altrettanto vero che in occasione di “Venerdì Metro” ognuno consumi un metro di grappe, solitamente infatti i dodici grappini vengono ripartiti tra quattro bevitori quindi rivedendo i calcoli:

    Caso 1, litro di birra:

    40g di alcol ingeriti
    0,7 g/l di tasso alcolico

    Caso 3, 3 grappini:

    38,25g di alcol ingeriti (153g / 4)
    0,69 g/l di tasso alcolico (TA = (38,25 * 1,055) / (80 * 0,73))

    I valori del caso 1 e del caso 3 sono pressochè identici quindi, considerate le diverse modalità di fruizione del Litro di Birra e del Metro di Grappe, possiamo affermare che uno stesso soggetto avrà lo stesso tasso alcolico sia Giovedì che Venerdì.
    In questo senso lato un Litro di Birra è equiparabile ad un Metro di Grappe. CVD.

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    Analizziamo l’operato della Natura, o di qualche mano divina, nella creazione dell’universo.
    Si può proprio dire che le cose siano state fatte per bene, un universo che pare sconfinato, regolato da leggi ben definite. Magari noi non le conosciamo tutte ma ben definite.
    Tale entità ha fatto in modo che da qualche -una o più- parte potesse svilupparsi la vita. Peraltro tale vita è in continua evoluzione per migliorare l’esistenza delle generazioni future. Ogni essere vivente è parte di un ingranaggio atto a migliorare la sopravvivenza della sua specie. In particolare, per la continuità della specie, è possibile la procreazione. Questa avviene in due modi principali : sessuata e asessuata. Se gli asessuati fanno “tutto in casa”, ben altro avviene per i sessuati.
    Concentrandoci su questi ultimi notiamo che le tipologie di accoppiamento e di “generazione dei figli” è quanto di più vasto e diverso possa esistere. Da chi si accoppia e poi elimina il partner, a chi dopo l’accoppiamento sparisce e rischia di uccidere i propri figli. Negli animali e nelle piante, però, l’accoppiamento e ciò che ne consegue è solo indirizzato alla continuazione della specie. Potremmo dire -non lo possiamo sapere con certezza- che non traggono piacere dall’atto sessuale, anzi in alcuni casi il rapporto è anche piuttosto burrascoso. Se anche ne traessero piacere, il tutto rimane confinato al fine ultimo della riproduzione.
    Dopo questa carrellata iniziale andiamo ad analizzare l’essere umano. Tecnicamente anch’esso è dotato degli organi riproduttivi solo per la procreazione. Eppure qui l’entità che ha creato tutto, ha inserito una ambiguità. Diciamo che l’essere umano ne ha diverse, ma fermiamoci su questa.
    L’essere umano trae piacere dall’utilizzo del proprio organo. E non ne trae solo quando lo usa in coppia, ma anche in solitaria. Questo ha provocato, e provoca tutt’ora, notevoli problemi. Non mi riferisco alla prostituzione, ma anche ai porno o al turismo sessuale. Di esempi ce ne sarebbero molti, anche peggiori, ma non perdiamo il filo del discorso.
    La domanda che porgo è la seguente : il nostro trarre piacere è un errore dell’entità, diciamo una implicazione non prevedibile a priori, oppure è assolutamente cercata questa particolarità?
    Inserire nell’essere umano il piacere per l’atto riproduttivo è una incentivazione alla procreazione, ma inserire il piacere anche per la masturbazione non è una contraddizione? Tra l’altro permettere che l’essere umano si accoppi senza la procreazione, cosa magari non espressamente concessa, ma tacitamente accettata dall’entità, non è a sua volta una contraddizione?

    Attendo vostre idee sul tema.

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    Una buona ricerca sociologica presuppone che il numero dei soggetti intervistati sia piuttosto consistente ma è anche da considerare che, tre persone, costituiscono un gruppo quindi questa ricerca può dirsi, a buon titolo, rappresentativa.

    Tesi:

    Il cibo del McDonald interagisce in modo diverso con il tratto intestinale a seconda che il soggetto “ricevente” sia di sesso maschile o di sesso femminile.

    Nello specifico sembrerebbe che, se il “ricevente” è di sesso femminile, la digestione, e quindi l’espletazione delle conseguenti funzioni fisiologiche, sia accelerata; se invece il “ricevente” è di sesso maschile, la digestione, e quindi l’espletazione delle conseguenti funzioni fisiologiche, viene ritardata di un paio di giorni in media e preceduta da flautolenze di varia natura ma tutte caratterizzate dalla mefiticità quasi insostenibile.

    Ipotesi #1: Ingordigia maschile.

    L’uomo che si nutre non si preoccupa di soddisfare il suo fabbisogno alimentare ma piuttosto di raggiungere uno stato di saturazione che lo porta a non riuscire nemmeno ad alzarsi da tavola. Questo tentativo di saziarsi attraverso hamburger e patatine di scarsa qualità provoca un cospicuo blocco intestinale di difficile digestione, da qui i due giorni di pausa e la flautolenza scomposta compulsiva.

    La donna invece, sempre attenta alla linea, aumenta il livello d’attenzione, ben conscia della pericolosa del cibo “veloce”. Una minore quantità di cibo, in unione alla famosa acidità femminile, si traduce in una digestione rapida.

    Ipotesi #2: Marketing genetico.

    Avvalendosi delle ricerche commissionate in passato alla UDB, la McDonald corporate ha geneticamente modificato i suoi prodotti affinché provochino reazioni diverse a seconda che il “ricevente” sia uomo o donna. Indagando i rapporti sociali che contraddistinguono i due sessi infatti il reparto marketing ha concluso che, l’uomo trae maggior soddisfazione da una digestione lenta, che lo porta a produrre flautolenze delle quali vantarsi con gli amici (maschi); la donna trae invece maggior soddisfazione da una digestione veloce e innocua, della quale non fare parola con alcuno.

    Ipotesi #3: Differenze chimico-anatomiche.

    Il McDonald è incolpevole, alla base della differenziazione discussa c’è semplicemente la biodiverstià insita nel binomio uomo-donna, da sempre oggetto di studio.

    In questo caso, all’infinito elenco di diversità tra i due sessi andrebbe aggiunta quella oggi in discussione: uomini e donne digeriscono il McDonald in modo opposto.

    Attendo con ansia i dibattimenti dei colleghi in merito alla ricerca.

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    Carissimi colleghi, come Voi di certo saprete spesso ciò che ad un occhio inesperto sembra essere inoffensivo, ad un occhio scientifico risulta dannoso.

    Scopo della prima ricerca di questa “rubrica scientifica”, è rispondere alla domanda “Chi sono realmente gli Spermatozoi?!?”

    IPOTESI: esseri innocui.

    TESI: per chi sostiene questa ipotesi, l’unico scopo risulta essere quello della riproduzione della specie. Il tutto sembrerebbe normale all’apparenza, ma se ci si sofferma ad analizzare meglio la questione ci si rende presto conto che è assurdo che nell’essere umano (macchina perfetta) , esista un apparato riproduttivo che si affida ad una banda di imbecilli (per fortuna) che partono in milioni e quando va “bene” ne arriva solo uno!!!

    IPOTESI: terroristi

    TESI: le analogie tra il comportamento di un gruppo di terroristi e gli spermatozoi sono innumerevoli.

    - si riuniscono in gruppo per progettare l’assalto;

    - l’unico loro obiettivo è l’attacco all’ovulo per creare nuovi embrioni contenenti i loro geni ;

    - partono all’assalto sempre sul più bello o (questo vale per alcuni) quando meno te lo aspetti o quando non dovrebbero;

    - partono in milioni per essere sicuri che almeno uno arrivi all’obiettivo;

    - restano nascosti fino all’assalto, che è breve e fulmineo;

    - se ottengono il loro scopo TI CAMBIANO LA VITA!

    IPOTESI:esseri maschili

    TESI: è evidente che lo sperma essendo caratteristica univoca dell’essere di sesso maschile, sia anch’esso maschio.

    Se analizziamo la vita di uno spermatozoo risulta subito evidente quante similitudini vi siano con quella di un uomo (ne citerò solo due ).

    - passa tutta la giornata insieme a un gruppo di amici sparando cazzate;

    - quando viene chiamato all’opera parte tutto concentrato sul suo obiettivo, ma poi ritrovatosi nella vagina non capisce più un cazzo, si dimentica dell’ovulo e pensa solo a spassarsela;

    Ringraziando per l’attenzione colgo l’occasione per distintamente salutare tutti i colleghi,

    Aspetto commenti!

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    Scopo della ricerca è rispondere alla domanda “ma nell’aldilà saremo asessuati?”
    Posto che ovviamente voglio i vostri commenti, vediamo che cosa ne ho cavato!
    Prima prospettiva:
    IPOTESI: L’aldilà non esiste.
    TESI: poichè l’aldilà non esiste, non vi sono entità che ne fanno parte. Diciamo che l’aldilà è l’insieme vuoto. Il vuoto non ha sesso.
    La prima prospettiva è sempre la più semplice. Passiamo alla seconda.
    Seconda prospettiva
    IPOTESI: L’aldilà esiste ed è popolato di esseri nella loro forma aldilàiana. Diciamo che, definito R l’insieme degli esseri viventi ed A quello dell’aldilà. Definiamo una funzione, comunemente chiamata morte, tc R(x)->A(x). Biunivoca.
    TESI: Se la funzione è biunivoca, ad ogni elemento dell’insieme R, ve n’è assegnato uno solo dell’insieme A. Da questo non ricaviamo nulla.
    Dunque nella seconda ipotesi ci teniamo il dubbio. Peraltro si potrebbe anche pensare che nell’aldilà confluiscano in uno stesso essere, più esseri diversi dell’insieme R.
    Terza prospettiva:
    supposizione: la morte è semplificazione (carne –> polvere) verso una forma che rappresenti qualcosa che ricorda lo stato precedente. L’operatore matematico che rappresenta tale sistuazione è la derivazione.Quindi posto V l’insieme dei vivi e M i morti si può installare una relazione fra i due insiemi….

    dato v appartenente a V e m appartenente a M, allora v->m se e solo se m=dv/dt…….

    Ora tutti sanno che l’operazione inversa della derivazione e l’integrale ma poichè preso un generico m non è possibile risalire a un univoco v se non a meno di una costante c tale costante è ad una prima analisi il sesso.

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